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21.10.2011
Iniziativa contro gli investimenti di AET
Intervento di Marco Passalia
Iniziativa parlamentare 23 febbraio 2010 “Porre un limite massimo agli investimenti che AET può effettuare senza dover chiedere l’autorizzazione del Gran Consiglio, anche quando siano considerati di ordinaria amministrazione”.
Intervento di Marco Passalia a nome del gruppo PPD
Ogni volta che si parla di AET, sembra di ritrovarsi nel film “Ritorno al futuro” dove purtroppo la trama è meno appassionante e più scontata: scene del passato che s’intrecciano con quelle attuali se non addirittura con quelle future. Insomma, tante idee, molto confuse.
Siamo tutti d’accordo quando diciamo che è davvero giusto e importante ricordare gli errori del passato proprio per trarne qualche insegnamento per il futuro. Ma è ancora più importante distinguere chiaramente il passato dal presente, altrimenti non capiremo più quando arriverà il futuro.
Detto in altre parole, se continuiamo a giudicare AET sulla base di quanto è avvenuto, dimenticando l’attuale gestione e sottovalutando i progetti futuri, ecco che oltre a non sfruttare l’enorme potenziale di AET a beneficio dei ticinesi, continuiamo a farci del male da soli puntandoci il dito a vicenda in stile film western.
Dunque, è comprensibile che quel passato più infelice di AET faccia pensare ad un’iniziativa parlamentare volta a porre un valore limite massimo agli investimenti che AET può effettuare senza dover chiedere l'autorizzazione del Gran Consiglio, anche quando siano considerati di ordinaria amministrazione.
Iniziativa comprensibile visto il passato, ma irrazionale e poco efficace se si pensa al contesto presente e a quello futuro.
Nell’ambito dell’ordinaria amministrazione, vi immaginate in questo stesso Gran Consiglio a decidere se l’investimento di nuove turbine idrauliche sia o meno necessario? O se nuovi computer e relativi software siano adeguati e a buon mercato?
Certo molti di voi pensano ad altre attività dell’azienda, per esempio alle partecipazioni (soprattutto a quelle più problematiche). A questo proposito, fortunatamente l’attuale Legge istituente AET (all’art. 5 cpv.4) prevede già l’approvazione da parte di questo stesso Gran Consiglio degli “impegni dell’azienda eccedenti l’ordinaria amministrazione ed il normale commercio di energia, e segnatamente quelli relativi ai nuovi impianti, partecipazioni, rinnovamenti importanti”, eccetera, eccetera.
Semmai – come proposto dai colleghi De Rosa e Sanvido - è proprio nella ricerca di una migliore formulazione di questo articolo 5 che bisognerebbe muoversi.
Mi avvio alla conclusione ricordando che quest’azienda opera in un mercato energetico libero in cui i distributori hanno maggiore flessibilità di manovra. Ecco quindi che i mercati in cui AET è costretta ad operare sono sempre più esigenti, i tempi di decisione e realizzazione sono strettissimi e, quindi, il ruolo degli organi dirigenti diventa essenziale.
È quindi giusto continuare a percorrere la strada di una maggiore responsabilizzazione del Consiglio di Amministrazione che, sempre di più, dovrà essere composto da persone competenti e impegnate.
Marco Passalia
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